PATOLOGIA SPECIFICA

In presenza di specifica patologia, l’intervento nutrizionale diventa d’importanza capitale, può sovvertire i parametri metabolici in maniera importante, e può condurre ad una riduzione, se non addirittura all’eliminazione di trattamenti farmacologici, spesso caratterizzati da effetti collaterali indesiderati.

Di tutte le malattie gravi, il Diabete di tipo 2 o diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM), è quello maggiormente legato all’obesità e al sovrappeso. Infatti, il rischio di NIDDM aumenta parallelamente all’Indice di Massa Corporea (IMC, misurazione del rapporto tra peso e altezza), soprattutto nei soggetti con predisposizione genetica a questa malattia e cala parallelamente alla perdita di peso [1].

L’obesità inoltre, predispone l’individuo ad una serie di fattori di rischio cardiovascolare, tra cui l’ipertensione e l’aumento del tasso di colesterolo nel sangue. Nelle popolazioni occidentali, la proporzione di ipertensione attribuibile all’obesità è stata stimata intorno al 30-65%. In effetti, la pressione arteriosa sale parallelamente all’IMC: per ogni aumento di 10 Kg, la pressione sale di 1-2 mmHg; inversamente, il calo di peso induce una diminuzione della pressione arteriosa e solitamente, per ogni riduzione del peso corporeo pari all’1%, la pressione scende di 1-2 mmHg. Allo stesso modo, con la perdita di peso, è prevedibile un miglioramento del profilo lipidico nel sangue: una riduzione di 10 Kg di peso corporeo può determinare un calo del 15% dei livelli di colesterolo LDL (“lipoproteine a bassa densità” o “colesterolo cattivo”) e un aumento dell’8% del colesterolo HDL (“lipoproteine ad alta densità” o “colesterolo buono”) [2].

Anche se la correlazione tra obesità e cancro è meno ben definita, vari studi hanno rilevato un’associazione tra sovrappeso e incidenza di alcune forme di cancro, in particolare quelle ormone-dipendenti e gastro-intestinali. Sono stati documentati maggiori rischi di cancro al seno, all’endometrio, alle ovaie e all’utero nelle donne obese e vi sono prove di un aumento del rischio di cancro alla prostata e al retto negli uomini. L’associazione più netta è con il cancro al colon, per il quale l’obesità aumenta di quasi tre volte il rischio, sia nell’uomo che nella donna.

In tutti questi casi, e in molti altri, modificare le abitudini alimentari, mettendo in atto quotidianamente specifici accorgimenti, quali la composizione e gli orari dei pasti, determina un miglioramento netto dello stile e dell’aspettativa di vita.

Referenze

1. Parillo, M. and G. Riccardi, Diet composition and the risk of Type 2 diabetes: epidemiilogical and clinical evidence. British Journal of Nutrition, 2004, In press.
2. Dattilo, A.M. and P.M. Kris-Etherton, Effects of weight reduction on blood lipids and lipoproteins: a meta analysis. American Journal of Clinical Nutrition, 1992. 56: p. 320­328.